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Archivio per la categoria ‘Fotovoltaico’

Il decreto milleproroghe pubblicato in Gazzetta, ma è delusione per il fotovoltaico e il Conto Energia: niente proroga al 31 gennaio

Pubblicato da greenenergysolution su 30/12/2010

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L’Emilia Romagna individua le aree idonee per il fotovoltaico a terra

Pubblicato da greenenergysolution su 13/12/2010

Con la Deliberazione assemblea legislativa 6 dicembre 2010 n. 28, la Regione Emilia Romagna discliplina l’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi. Secondo il parere della Regione, “benché la tecnologia fotovoltaica consenta di produrre energia pulita, utilizzando una fonte rinnovabile, non la si può considerare del tutto priva di impatto sull’ambiente come nel caso in cui sia realizzata mediante impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi”. Ha ritenuto perciò opportuno fornire una prima individuazione delle aree e dei siti idonei, attraverso la Deliberazione n. 28 che costituisce una “anticipazione” delle Linee guida regionali in fase di definizione e che si occuperanno di regolamentare anche altre tipologie di impianti da fonti rinnovabili, come eolico, biomassa, biogas e idroelettrico. Le aree non idonee Gli impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi non possono essere installati: • nelle zone di particolare tutela paesaggistica, come perimetrate nel piano territoriale paesistico regionale (Ptpr) e nei piani provinciali e comunali che abbiano provveduto a darne attuazione Per ulteriori specifiche vedi Deliberazione nei Riferimenti • nelle zone A e B dei Parchi nazionali, interregionali e regionali istituiti ai sensi della legge 394/1991 nonché della Lr 6/200 L’articolo 12 della legge 394/1991 individua le zone A come le riserve integrali nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità; le zone B sono le riserve generali orientate, nelle quali è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. A livello regionale, l’articolo 25 della Lr 6/2005 individua la zona A come “di protezione integrale, nella quale l’ambiente naturale è protetto nella sua integrità” e la zona B come “di protezione generale, nella quale suolo, sottosuolo, acque, vegetazione e fauna sono rigorosamente protetti. Per ulteriori informazioni vedi Deliberazione nei Riferimenti. • nelle aree incluse nelle Riserve naturali istituite ai sensi della legge 394/1991 nonché della Lr 6/200 Per ulteriori specifiche vedi Deliberazione nei Riferimenti • le aree forestali, così come definite dall’articolo 63 della Lr 6/2009, incluse nella Rete Natura 2000 designata in base alla direttiva 92/43/Cee (Siti di importanza comunitaria) e alla direttiva 79/409/Cee (Zone di protezione speciale) nonché nelle zone C, D e nelle aree contigue dei Parchi nazionali, interregionali e regionali istituiti ai sensi della legge 394/1991 nonché della Lr 6/2005. Per ulteriori specifiche vedi Deliberazione nei Riferimenti • le aree umide incluse nella Rete Natura 2000 designate in base alla direttiva 79/409/Ce (Zone di protezione speciale) in cui sono presenti acque lentiche e zone costiere così come individuate con le deliberazioni di Giunta regionale n. 1224/08; Per ulteriori specifiche vedi Deliberazione nei Riferimenti Le aree idonee Gli impianti a terra di pannelli fotovoltaici su suoli liberi possono essere installati: • nelle zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi d’acqua (articolo 17 del Ptpr), solo se l’impianto fotovoltaico sia realizzato da un’impresa agricola e comunque fino ad una potenza nominale complessiva non superiore a 200 kW; • in una serie di altre zone (come per esempio le zone di particolare interesse paesaggistico—ambientale, i dossi di pianura, ecc.) solo se l’impianto fotovoltaico sia realizzato da un’impresa agricola, la superficie occupata dall’impianto fotovoltaico non sia superiore al 10% della superficie agricola disponibile, la potenza nominale complessiva dell’impianto sia pari a 200 kW più 10 kW di potenza installata eccedente il limite dei 200 kW per ogni ettaro di terreno posseduto, con un massimo di 1 MW per impresa e l’impianto risulti coerente con le caratteristiche essenziali e gli elementi di interesse paesaggistico ambientale, storico-testimoniale e archeologico che caratterizzano le zone prese in considerazione. Per ulteriori specifiche vedi Deliberazione nei Riferimenti • le aree del sistema dei crinali e del sistema collinare ad altezze superiori ai 1.200 metri (articolo 9, comma 5, del Ptpr), solo se l’impianto fotovoltaico sia destinato all’autoconsumo; • le aree agricole, non rientranti nelle aree non idonee, nelle quali sono in essere coltivazioni certificate come agricole biologiche, a denominazione di origine controllata (Doc), a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (Igp) e a indicazione geografica tipica (Igt) solo se la superficie occupata dall’impianto fotovoltaico non sia superiore al 10% della superficie agricola in disponibilità dell’azienda agricola e la potenza nominale complessiva dell’impianto sia pari a 200 kW più 10 kW di potenza installata eccedente il limite dei 200 kW per ogni ettaro di terreno nella disponibilità, con un massimo di 1 MW per azienda; • le zone C dei Parchi nazionali, interregionali e regionali; L’articolo 12 della legge 394/91 individua le aree C come “aree di protezione nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’Ente parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali, ed è incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità”. L’articolo 25 della Lr n. 6/2005 individua la zona C come “di protezione ambientale, nella quale sono permesse le attività agricole, forestali, zootecniche ed altre attività compatibili nel rispetto delle finalità di salvaguardia ambientale previste dal Piano territoriale. • le aree agricole incluse nelle zone D e nelle aree contigue dei Parchi nazionali, interregionali e regionali istituite ai sensi della legge 394/1991 nonché della Lr 6/2005 solo se la superficie occupata dall’impianto fotovoltaico non sia superiore al 10% della superficie agricola in disponibilità del richiedente e la potenza nominale complessiva dell’impianto sia pari a 200 kW più 10 kW di potenza installata eccedente il limite dei 200 kW per ogni ettaro di terreno nella disponibilità, con un massimo di 1 MW per richiedente. L’articolo 12 della legge 394/1991 individua le aree D come “aree di promozione economica e sociale facenti parte del medesimo ecosistema, più estesamente modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori” L’articolo 25 della Lr 6/2005 individua la zona D come “corrispondente al territorio urbano e urbanizzabile all’interno del territorio del Parco, in conformità al Capo A-III dell’allegato alla legge regionale n. 20 del 2000. Per tale zona il Piano definisce i limiti e le condizioni alle trasformazioni urbane in coerenza con le finalità generali e particolari del Parco”. Ancora altre aree ubicate in zona agricola sono considerate idonee, ma con distinguo e precisazioni che sarebbe troppo lungo qui riportare. Rimandiamo perciò alla Deliberazione presente nei Riferimenti. Infine, nella medesima Deliberazione, si fa riferimento anche all’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici, disponendo che “sono idonei alla installazione degli impianti fotovoltaici gli edifici esistenti ovunque ubicati, nell’osservanza della normativa di tutela degli stessi e nell’osservanza delle norme di sicurezza sismica. Fuori dalle aree di cui alla lettera A, qualora l’installazione sulle coperture dell’edificio non sia fattibile, è consentita l’istallazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo destinati all’autoconsumo, fino ad una potenza nominale complessiva non superiore a 20 kW”. Gli impianti esentati I criteri di localizzazione su esposti non si applicano: • agli impianti i cui procedimenti autorizzativi siano già conclusi alla data di approvazione del provvedimento (6 dicembre 2010); • agli impianti i cui procedimenti autorizzativi siano già stati avviati alla data di approvazione del provvedimento; • agli impianti che, alla data di approvazione del provvedimento, siano già stati ammessi a finanziamento pubblico.

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Le guide tecniche al Conto Energia 2011

Pubblicato da greenenergysolution su 08/12/2010

Sono state pubblicate dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) le regole tecniche riguardanti il Conto Energia 2011, ossia il decreto ministeriale 6 agosto 2010 (Qualenergia.it, Approvati conto energia 2011 e linee guida rinnovabili). Trovate i documenti in allegato, in basso.

Nel primo, dal titolo “Regole tecniche per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal DM 6 agosto 2010” vengono individuate nel dettaglio le modalità di individuazione della tipologia di tariffa incentivante a cui l’impianto fotovoltaico ha diritto e vi si spiega come fare richiesta dell’incentivo e degli eventuali premi aggiuntivi.

Nel secondo documento, la “Guida alle applicazioni innovative finalizzate all’integrazione architettonica del fotovoltaico”, si spiega dettagliatamente quali tipologie di impianto hanno diritto alla tariffa premiante per il fotovoltaico innovativo prevista da nuovo conto energia e come accedervi. Una guida molto interessante che descrive accuratamente i vari tipi di impianti che integrano il fotovoltaico nell’edilizia in modo innovativo cui è dedicata la tariffa speciale: dalle tegole fotovoltaiche e le altre coperture, fino ai vari tipi di vetri fotovoltaici, passando per i moduli speciali per le facciate e altri prodotti integrati “con significative innovazioni di carattere tecnologico”.

Si possono inviare al GSE eventuali osservazioni entro il 13 dicembre 2010.

Il documento tecnico e la guida saranno poi rivisti dopo la consultazione e quindi trasmessi all’Autorità per l’Energia.

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Taglio delle emissioni di CO2:Nelle politiche ambientali siamo al 58° posto su 60. Molte promesse non mantenute

Pubblicato da greenenergysolution su 06/12/2010

CANCUN (Messico) – È in affanno l’Italia sulle politiche ambientali. Meglio: è il fanalino di coda. Germanwatch lo certifica. L’associazione non governativa che ogni anno, in occasione delle conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, stila la classifica dei buoni e dei cattivi, analizzando i 60 Paesi che rappresentano oltre il 90 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica. Quest’anno Germanwatch, in collaborazione con Can Europe e Legambiente, ha sistemato l’Italia al 41° posto (su sessanta) nella graduatoria dei Paesi che emettono più anidride carbonica nel mondo.

ITALIA IN RITARDO – E dire che ci sarebbe quasi da tirare un sospiro di sollievo, visto che lo scorso anno eravamo al 44°. Ma, purtroppo, è la crisi economica che ci a fatto guadagnare queste tre posizioni in classifica. Le fabbriche chiuse. Le industrie in ribasso. Non certo i nostri sforzi nelle politiche ambientali: l’Italia, infatti, è al 58° posto, in questo. Tradotto: non si è fatto nulla per le tecnologie pulite, le energie rinnovabili, l’efficienza energetica. In una parola: in Italia non abbiamo investito nella cosiddetta green economy.

GREEN ECONOMY – Spiega Mauro Albrizio, responsabile a Bruxelles di Legambiente: «Tutti i Paesi che si stanno riprendendo dalla crisi stanno investendo in questo. Prendiamo, ad esempio, la Cina e gli Usa. La Cina, che è al 56° posto in politiche ambientali, ha investito in green economy 230 miliardi di dollari. Così gli Stati Uniti: al 54° posto, hanno investito 80 miliardi. L’Italia nulla». In Europa l’investimento in green economy non supera i 30 miliardi di dollari, il 40 per cento dei quali soltanto da parte della Germania. Tra i 27 Paesi dell’Europa la performance climatica dell’Italia è al ventunesimo posto, avanti soltanto a Estonia, Grecia, Slovenia, Bulgaria, Lussemburgo e Polonia. Da segnalare: non c’è nessuno fra i Paesi del mondo che hanno conquistato il podio di quelli che emettono anidride carbonico. E il primo di questi in classifica è il Brasile, al quarto posto, posizione meritata per il suo uso dei biocarburanti e per i primi passi nel contenimento della deforestazione.

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Rinnovabili tra boom e bolla, Zanchini: «Fase straordinaria, ci sono criticità, ma Report ha sbagliato»

Pubblicato da greenenergysolution su 02/12/2010

Dopo l’articolo che “Sole e vento, Terna fa il pieno è boom delle fonti rinnovabili” (vedi link), l’ultima puntata di report (vedi video) e il decreto approvato dal governo (vedi documento allegato), abbiamo deciso di fare il “punto” – e anche un po’ di chiarezza – sulle rinnovabili in Italia e per questo abbiamo intervistato Edoardo Zanchini, Responsabile Energia, Trasporti, Urbanistica di Legambiente. 1) Siamo davvero in una bolla? Siamo in una straordinaria fase di sviluppo delle fonti rinnovabili, di tutte le tecnologie, non solo solare e eolico. Certamente occorre una grande attenzione a ogni tipo di speculazione, per questo bisogna vigilare e ridurre gli incentivi nel tempo, ad avere finalmente regole certe per i progetti, ma chi parla di bolla e lancia allarmi per le bollette dei cittadini evidentemente ha interesse a fermare un processo assolutamente positivo. 2) A fronte di questo aumento di produzione da rinnovabili è vero che non c’è stata alcuna riduzione di produzione da fonte fossile? E’ incredibile che si possa sostenere una tesi del genere e dispiace che anche Report lo abbia sostenuto. L’energia prodotta da fonti rinnovabili ha, per legge, priorità di dispacciamento nella rete. Significa che tutto quello che viene prodotto va in rete e quindi toglie spazio a quella prodotta da fonti fossili. Del resto basta leggere i dati di Terna per il 2009, che sono riportati anche in molte bollette che arrivano a casa, le rinnovabili sono cresciute enormemente come produzione a fronte di una riduzione dell’energia elettrica prodotta da carbone, olio combustibile (petrolio), gas. 3) Che energia importiamo dall’estero? E’ vero che, come dice Saglia, il certificato di provenienza “da fonti verdi” è falso? Importiamo dall’estero l’energia che costa meno, siamo in un mercato liberalizzato ed è ovvio che sia così. A soffrirne sono molti impianti a gas che in alcune ore della giornata vedono una forte concorrenza da centrali dall’estero. La vicenda dei certificati di provenienza di energia verde dall’estero è inquietante, e chi sapeva doveva denunciarla. Soprattutto perché c’è chi ci sta guadagnando scaricando i costi in bolletta. E anche perché l’energia verde noi dobbiamo realizzarla in Italia non importarla e tenerci le nostre inquinanti centrali. 4) E’ pensabile/auspicabile/realizzabile un futuro dove l’Italia produce energia solo da fonti rinnovabili e senza esportare nulla? La Germania sta immaginando al 2050 una produzione all’80% da rinnovabili, anche noi dovremmo fare la stessa cosa e ragionare di come arrivarci attraverso una forte spinta all’efficienza energetica, allo sviluppo di tutte le rinnovabili elettriche e termiche, alle reti intelligenti, e di come l’Italia possa stare dentro uno scenario di rete europea fortemente integrato. 5) E per l’energia necessaria per “scaldare” le nostre case e gli uffici qual è la soluzione più ecologica e attualmente più percorribile? Puntare a edifici a consumi zero, come prevede la Direttiva 21/2010 approvata dall’Unione Europea che fissa già quest’obbligo a partire dal 2019 per tutti gli edifici pubblici e dal 2021 per quelli privati. Significa grande attenzione al risparmio, alla coibentazione, all’esposizione delle pareti e utilizzo di fonti rinnovabili per la parte residua, e quindi soprattutto solare termico e fotovoltaico, biomasse e geotermia, integrate negli impianti di riscaldamento e raffrescamento. 6) Gli incentivi italiani sono alti, giusto ridurli? Sicuramente è giusto ridurli e renderli certi nel tempo, secondo un modello trasparente come quello tedesco dove ogni due anni si rivedono in funzione dei risultati e degli obiettivi. 7) Fino a quando si dovranno sostenere questi incentivi? Occorre porsi un orizzonte che guarda al 2020, la data fissata dall’Unione Europea per gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili e riduzione della Co2. Per quella data, attraverso progressive riduzione si può immaginare di essere arrivati vicino alla parity grid per molte delle tecnologie. 8) Ha dunque una ratio condivisibile il decreto del governo che tagli i certificati verdi? Sì, ma solo se riesce a dare certezze per gli investimenti. Le aste possono diventare un salto nel buio per come sono scritte, e certamente non si può lasciare gli imprenditori seri che vogliono investire nelle rinnovabili di fronte a incertezze perché in poco tempo si vanificherebbe quanto di positivo realizzato in questi anni.

fonte: Greenreport.it

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Suntech profit misses Wall Street view, shares slump

Pubblicato da greenenergysolution su 18/11/2010

(Reuters) – Photovoltaic solar manufacturer Suntech Power Holdings Co Ltd’s third-quarter profit fell short of Wall Street forecasts on higher costs for silicon wafers and weaker selling prices, sending its shares down nearly 9 percent. China’s largest maker of the equipment that turns sunlight into electricity also said it plans to acquire 375 megawatts (MW) of polysilicon ingot and wafer slicing capacity for $127 million in a deal expected to add to earnings immediately after it closes. While solar demand is expected to reach record levels this year, many analysts expect ever-increasing capacity to put pressure on prices next year. “That concern really started to permeate through markets last week,” said Aaron Chew, an analyst at Hapoalim Securities USA. The pressure has sent solar stocks down broadly, even for companies that beat their earnings targets. Chew expects the solar industry to lose about 3 gigawatts of business next year as subsidies get slashed in places such as the Czech Republic and Germany, the world’s biggest solar market. Several companies, including First Solar Inc, have said their business in Germany could suffer next year as a result. Even though other markets are growing fast, it likely will not be enough to offset the 3 gigawatts lost from those two key European markets, Chew said. He anticipates total global demand of around 15 gigawatts next year. At Suntech, net income for the third quarter climbed to $33.1 million, or 18 cents per American depository share (ADS), from $30 million, or 16 cents per ADS, a year earlier. Analysts’ average forecast was 23 cents per ADS, according to Thomson Reuters I/B/E/S. Revenue jumped 57 percent to $743.7 million, higher than the $714 million analysts had expected. Gross profit margin fell to 16.4 percent from 18.2 percent in the second quarter as average selling prices for modules slipped and the company’s costs for silicon wafers rose. Those average selling prices will move slightly higher in the fourth quarter, helped by strength in the euro, Chief Commercial Officer Andrew Beebe told a conference call. The company’s prices were to some extent hindered by long-term selling contracts Suntech entered into months ago, Chew said, a fairly common practice in the industry. “When you see Yingli report Friday, it will be the same case,” he said, referring to the company’s smaller Chinese rival, which will issue its quarterly figures later this week. Suntech, which is on track to achieve 1.8 gigawatts (GW) of installed cell and module production capacity this year, said it was targeting 10 percent sequential growth in shipments for the fourth quarter and expects to ship 1.5 GW for the year. The company recently opened its first U.S. module manufacturing plant, which will reach a capacity of 50 MW next year, and it plans to team up with Calisolar Inc to produce silicon in Ontario. Suntech shares, which have dropped about 43 percent in the past year, were down 8.6 percent, or 72 cents, at $7.62 on the New York Stock Exchange. The shares fell as low as $7.46 earlier in the day, their lowest mark since March 2009. (Reporting by Matt Daily and Sarah McBride; additional reporting by Arup Roychoudhury in Bangalore; editing by John Wallace, Derek Caney and Andre Grenon)

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Borsa Italiana incontra clean economy

Pubblicato da greenenergysolution su 06/11/2010

La clean economy incontra la finanza. Mercoledì 10 novembre alle ore 10 presso l’auditorium GSE, il Gestore dei Servizi Energetici promuove il seminario coordinato da Orazio Carabini, Sole 24 ore, “Borsa italiana incontra l’industria delle rinnovabili”, momento di confrontro tra il mondo della finanza e gli operatori della filiera italiana della clean economy. Interverranno, oltre ai vertici del GSE, l’Amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffele Jerusalmi, Massimo Beccarello, direttore Public utilities di Confindustria, Ernst Gostner, Vice Presidente del gruppo Fri-el Green Power e il sottosegreterio allo Sviluppo Economico Stefano Saglia. Il convegno sarà un momento di riflessione e di condivisione sulle prospettive future per lo sviluppo e il consolidamento dell’industria italiana delle rinnovabili sui mercati non solo nazionali, ma soprattutto esteri. Corrente, network promossi dal GSE sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo Economico, rappresenta così lo strumento di aggregazione tra i diversi protagonisti della community energetica e della finanza italiana. Al momento hanno già aderito a Corrente circa 500 aziende che rappresentano il made in Italy verde.

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Assosolare: chiesta la revisione dell’art. 1 della legge Salva DIA – Parole verdi

Pubblicato da greenenergysolution su 21/10/2010

Assosolare ha inviato una lettera a firma del Segretario Generale, Francesca Marchini ai soggetti che hanno proposto ed ai relatori della Legge 13 agosto 2010, n. 129, la legge di conversione del DL Misure urgenti in materia di energia.

La Legge, battezzata come norma Salva DIA e che dispone anche la proroga del Conto Energia, prevede all’art. 1 che i titolari degli Impianti Alimentati da Fonti Rinnovabili (IAFR), che abbiano ricevuto esito negativo da parte del GSE in merito alla loro richiesta di qualifica IAFR, presentata in regime di DIA, possono ripresentare la domanda, trasmettendo la documentazione attestante l’entrata in esercizio dell’impianto entro e non oltre il 16 gennaio 2011.

Ed è proprio la definizione di questo termine temporale così ravvicinato che preoccupa Assosolare e gli operatori del settore.

Tale scadenza è stata prevista, infatti, solo per gli impianti aventi come titolo autorizzativo la DIA.

Per i titolari di impianti che hanno acquisito differenti titoli abilitativi alla realizzazione, quali concessioni edilizie o permessi di costruire, la scadenza per la ripresentazione della domanda di qualifica IAFR al GSE è stata fissata al 30 giugno 2011.

La prospettiva paventata da Assosolare è l’indisponibilità da parte degli istituti di credito a finanziare progetti che p

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Solare sui tetti senza la Via, è legge | Terra – Quotidiano di informazione pulita

Pubblicato da greenenergysolution su 15/10/2010

PUGLIA. Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la nuova legge sui pannelli fotovoltaici sui tetti.

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la nuova legge sui pannelli fotovoltaici sui tetti. La maggioranza ha potuto contare sull’appoggio in aula dell’Udc, raggiungendo i 35 voti a favore, contrari i 24 consiglieri del centrodestra, mentre quello dei Popolari si è astenuto. La norma prevede che per l’installazione di impianti solari sui tetti non serve più la Valutazione di impatto ambientale (Via). Nel caso delle abitazioni il limite è fissato ad 1 megawatt (0,5 in caso di aree protette o Parchi nazionali), mentre per i tetti delle aree industriali, anche dismesse, si possono raggiungere i 3 megawatt.
 
La nuova legge prevede però sia la Via che la Valutazione di incidenza, nel caso in cui l’impianto ricada nelle 8 Important bird area (Iba), presenti in regione ossia le zone considerate importanti per la conservazione di popolazioni di uccelli, specie rare o minacciate. Inoltre è stata prevista la retroattività della norma, entro 180 giorni, che per la vicepresidente della giunta, Loredana Capone, serve ad «evitare inutili contenziosi». Perché questa nuova legge arriva dopo la sentenza della Corte Costituzionale che accogliendo il ricorso della presidenza del consiglio, aveva bocciato alcuni articoli della precedente norma regionale sulle energie da fonti rinnovabili, varata nel 2008, restringendone quindi alcuni campi di applicazione.
 
In particolare la Consulta aveva respinto il terzo articolo che consentiva di realizzare tutti gli impianti rinnovabili (biomasse, eolici e fotovoltaici), fino a potenze di 1 megawatt, presentando solo la Dichiarazione di inizio attività (Dia). Anche la nuova norma è stata in realtà oggetto di un braccio di ferro tra Regione e Confindustria. L’assessore all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, auspicava infatti ad una norma molto meno restrittiva ma nonostante questo il governatore della Puglia Nichi Vendola si è detto soddisfatto. «Spero di vedere un pannello fotovoltaico sul tetto di ogni casa», ha dichiarato il presidente della Regione.  La Puglia vanta già oggi sul territorio nazionale il primato per la produzione di energia rinnovabile grazie ai 946 Mw dell’eolico, del fotovoltaico (256 Mw) e delle biomasse (139 Mw). In pratica il 20 per cento dell’intera produzione nazionale.

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Superati i 100.000 impianti fotovoltaici in esercizio!

Pubblicato da greenenergysolution su 05/10/2010

E’ del 30 settembre scorso la notizia del superamento dei 100 mila impianti fotovoltaici entrati in esercizio in Italia grazie agli incentivi del Conto Energia.

Con una potenza complessiva pari a 1.600 MW a fronte di 100.200 sistemi solari fv realizzati è stata scritta una nuova pagina della storia del FV nel nostro Paese.

Secondo le previsioni del GSE inoltre entro la fine dell’anno in corso la capacità fotovoltaica installata supererà i 2.500 MW, quasi 1.000 in più rispetto all’attuale installato.

Tra le Regioni che possono vantare il maggior numero di impianti guida la classifica la Lombardia con 15.000 unità, subito dopo segue il Veneto con 11.000 ed Emilia Romagna con 9.000. Leggermente diversa la classifica per la potenza installata dove la parte del leone è della Puglia con 320 MW, seguita da Lombardia con 185 MW ed Emilia Romagna con 140 MW.

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