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Archivio per la categoria ‘Cogenerazione’

Borsa Italiana incontra clean economy

Pubblicato da greenenergysolution su 06/11/2010

La clean economy incontra la finanza. Mercoledì 10 novembre alle ore 10 presso l’auditorium GSE, il Gestore dei Servizi Energetici promuove il seminario coordinato da Orazio Carabini, Sole 24 ore, “Borsa italiana incontra l’industria delle rinnovabili”, momento di confrontro tra il mondo della finanza e gli operatori della filiera italiana della clean economy. Interverranno, oltre ai vertici del GSE, l’Amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffele Jerusalmi, Massimo Beccarello, direttore Public utilities di Confindustria, Ernst Gostner, Vice Presidente del gruppo Fri-el Green Power e il sottosegreterio allo Sviluppo Economico Stefano Saglia. Il convegno sarà un momento di riflessione e di condivisione sulle prospettive future per lo sviluppo e il consolidamento dell’industria italiana delle rinnovabili sui mercati non solo nazionali, ma soprattutto esteri. Corrente, network promossi dal GSE sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo Economico, rappresenta così lo strumento di aggregazione tra i diversi protagonisti della community energetica e della finanza italiana. Al momento hanno già aderito a Corrente circa 500 aziende che rappresentano il made in Italy verde.

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Le rinnovabili in rete

Pubblicato da greenenergysolution su 28/04/2010

La diffusione delle fonti rinnovabili e la connessione con le reti elettriche nazionali. Attuare tutti gli interventi pianificati sulla rete di trasmissione nazionale consentirà una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 5 milioni di tonnellate annue. Una sintesi dell’articolo di Stefano Conti, Direttore Affari istituzionali di Terna, pubblicato sul numero 1/2010 della rivista QualEnergia.

Nel corso degli ultimi anni si è registrato in Italia un forte incremento della capacità di generazione da fonti rinnovabili, in particolare nel settore dell’eolico dove, dopo un trend di circa 100 MW/anno di nuove realizzazioni nel periodo 2000-2003, si è assistito – e si sta assistendo – a una rapida espansione degli impianti di medie-grandi dimensioni che vengono connessi alla rete di alta e di altissima tensione (220-380 kV).

In particolare, Terna, società concessionaria in Italia dei pubblici servizi di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, è costantemente impegnata al fine di favorire la crescita dell’utilizzo di tali fonti alternative di energia, assicurando una gestione della rete elettrica neutrale e indipendente e sostenendo l’incremento di concorrenzialità tra i diversi produttori tramite la garanzia di libertà di accesso alla Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica (RTN).

Volendo infatti parlare di numeri, al 31.10.2009 risultano presentate a Terna domande di connessione alla RTN per circa 90.000 MW di impianti eolici e solari, previsti prevalentemente in quelle zone del Paese che si sono mostrate – e si mostrano – intrinsecamente più idonee allo sfruttamento di tali fonti rinnovabili, in quanto caratterizzate dai più alti valori di velocità media annua del vento e di irradiazione solare annuale media (Regioni del Sud Italia, Isole comprese).

Stime basate sui numeri esposti consentono di prevedere che, probabilmente, per le sole centrali eoliche si passerà dagli attuali circa 4.700 MW installati a circa 9.600 MW entro il 2013, con un incremento medio sul periodo di oltre il 100%.

A fronte di tali analisi, bisogna però considerare che non pochi problemi nascono dal fatto che le citate zone del Sud Italia sono anche storicamente caratterizzate da uno scarso sviluppo della rete elettrica ad alta e altissima tensione, fattore che determina il continuo verificarsi di congestioni e considerevoli perdite di energia in rete, con conseguenti “strozzature” nel transito dell’energia.

Al fine di evitare probabili frequenti limitazioni all’evacuazione in rete dell’energia prodotta dalle nuove centrali alimentate da fonti rinnovabili, è quanto mai necessario che le Regioni (specialmente del Sud Italia), tramite la puntuale applicazione delle prescrizioni dell’art. 12 del decreto legislativo 387/03 (procedura di “autorizzazione unica” dei nuovi impianti di produzione e di tutti gli impianti di rete necessari a connetterli alla rete elettrica), favoriscano una più rapida autorizzazione degli impianti con le relative opere necessarie per l’immissione in rete di tutta la produzione degli impianti a fonte rinnovabile. E ciò è possibile se le Regioni autorizzano, come previsto dalla legge 387, tutte le opere inserite nella soluzione di connessione alla rete elettrica fornita da Terna al produttori.

Per far fronte agli obiettivi e favorire, in tal modo, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, Terna ha identificato i principali interventi di sviluppo della RTN con una serie di opere in parte con cantieri già aperti e in parte in autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Beni Culturali.
La completa realizzazione di tutti gli interventi pianificati consentirà di ottenere effetti positivi non solo in termini di concrete possibilità di un efficace ed efficiente sviluppo delle fonti rinnovabili, ma anche in termini di sicurezza del servizio, di costi dell’energia elettrica e, non da ultimi, di riduzione dell’impatto ambientale del sistema elettrico, potendosi prevedere una conseguente riduzione delle emissioni di CO2 fino a 5 milioni di tonnellate annue e una riduzione dell’occupazione del territorio, quest’ultima dovuta a demolizioni di vecchi elettrodotti che superano di molto, quanto a estensione kilometrica, le nuove costruzioni.

Stefano Conti, Direttore Affari istituzionali di Terna

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Energie rinnovabili: corsi on line. Boom di iscrizioni

Pubblicato da greenenergysolution su 03/12/2009

La prima settimana di avvio dei corsi Green Energy Solution che si tengono tramite conference call, ha registrato un boom di iscrizioni.

Importanti tematiche energetiche sono gli argomenti che vengono vagliati dalla commisione docenti interna: normativa, regole tecniche-impiantistiche, suggerimenti burocratici, approfondimenti fiscali, analisi di casi concreti, sviluppo di problematiche di cantiere.

Hai un tema che vuoi sviscerare?
Contattaci, lo affronteremo nell’arco di pochi giorni.

La Redazione

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Statistiche sulle fonti rinnovabili in Italia – Anno 2008” del GSE

Pubblicato da greenenergysolution su 12/08/2009

A fine 2008 installati impianti rinnovabili per quasi 24mila MW, con un incremento del 21% rispetto al 2007. Hanno generato oltre 58 TWh, cioè il 18,2% della produzione elettrica totale nazionale. L’’Italia quinta per la produzione da rinnovabili nell’UE15.

Il documento è stato redatto considerando le disposizioni comunitarie in merito al calcolo di alcuni indicatori, in particolare per la quota rinnovabile dei rifiuti, e alla suddivisione delle biomasse e rifiuti in biomasse–bioliquidi, rifiuti (biodegradabili) e biogas.
Il documento, attraverso tabelle e grafici, confronta la Produzione rinnovabile/Produzione totale e la Produzione rinnovabile/Consumo Interno Lordo di energia elettrica, dei Paesi dell’UE 15.
Inoltre è stato evidenziato il rapporto fra la Produzione rinnovabile e il Consumo Interno Lordo di energia elettrica per ciascuna regione italiana, rilevandone il potenziale contributo.

I dati princiapli emersi dallo studio:

  • A fine 2008, in Italia, risultano installati 23.859 MW di potenza da fonte rinnovabile per una produzione complessiva di 58.164 GWh, pari al 18,2% sulla produzione elettrica totale (319.130 GWh). Per quanto riguarda il consumo interno lordo (produzione lorda di energia elettrica al netto della produzione da pompaggi, più il saldo scambi con l’estero) nel 2008 questo è stato di 353.560 GWh, leggermente inferiore al 2007 (354.505 GWh).
  • L’incremento di produzione rinnovabile dal 2007 al 2008 è stato di oltre il 21% ed è imputabile in larga parte al consistente aumento della produzione idroelettrica, che è aumentata di circa il 27%. La fonte solare ha visto un incremento in termini di capacità di circa il 400%, passando da un valore di 87 MW nel 2007 a 431 MW nel 2008. Si segnalano, inoltre, i robusti incrementi di capacità delle fonti eolica e biomasse che sono cresciute dal 2007 al 2008 rispettivamente del 30% e del 16%.
  • La distribuzione della produzione rinnovabile 2008 per aree geografiche risulta essere la seguente: nell’Italia settentrionale si concentra più del 75% della produzione nazionale, in particolare in Lombardia e in Trentino Alto Adige, che esprimono, rispettivamente il 20,4% e il 16,1% del totale nazionale. Tra le Regioni dell’Italia centrale è l’Abruzzo a detenere il primato con il 2,7%, mentre tra le Regioni meridionali la Puglia, con quasi il 4%, predomina sulle altre. La Sicilia e la Sardegna assieme raggiungono circa il 4% del totale nazionale.
  • Nell’anno 2008, nel ranking della produzione di energia da fonte rinnovabile nei Paesi dell’UE15, l’Italia risulta essere quinta, dopo Germania, Svezia, Francia e Spagna.

Leggi rapporto statistico GSE 2008

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Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia – Ddl n. S 1195-B

Pubblicato da greenenergysolution su 21/07/2009

imagesDdl n. S 1195-B
Definitivamente approvato dal Senato della Repubblica il 9 luglio 2009 – In attesa di pubblicazione
Il Ddl sviluppo, definitivamente approvato dal Senato, introduce numerose disposizioni riguardanti anche i temi dell’energia.
Sul banco degli imputati è finito il comma 5 dell’articolo 33, che recita: “… a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge i corrispettivi tariffari di trasmissione e di distribuzione, nonché quelli a copertura degli oneri generali di sistema …, sono determinati facendo esclusivo riferimento al consumo di energia elettrica dei clienti finali o a parametri relativi al punto di connessione dei medesimi clienti finali”. Sarà compito dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas di adeguare, entro 90 giorni “le proprie determinazioni per dare attuazione a quanto disposto …”.
 
Il regime di “scambio sul posto” dell’energia elettrica, accessibile a tutti gli impianti da fonti rinnovabili e da cogenerazione fino a 200 kW di potenza, ha subito sostanziali modifiche a partire dal 1° gennaio 2009, con l’entrata in vigore delle delibere 74/08 e 01/09 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.
“Il servizio di scambio sul posto”, secondo la definizione dell’AEEG, “consiste nel realizzare una particolare forma di autoconsumo in sito, consentendo che l’energia elettrica prodotta e immessa in rete possa essere prelevata e consumata in un momento differente da quello nel quale avviene la produzione, utilizzando quindi il sistema elettrico quale strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta, ma non contestualmente autoconsumata”.     

I vantaggi economici e la ratio stessa dello scambio sul posto, si basano sul presupposto che chi possiede un impianto di piccola taglia che scambia energia con la rete, non subisca  – per la quota di energia scambiata – l’onere dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione). Infatti, se produco e immetto in rete 100 kWh e ne prelevo – attraverso il medesimo punto di connessione – altrettanti, in realtà è come se avessi prodotto e auto-consumato in loco tutta l’energia che è stata scambiata. Il ddl sviluppo, invece, intende applicare i corrispettivi di trasmissione e di distribuzione, nonché gli oneri generali di sistema, facendo “esclusivo riferimento al consumo di energia elettrica dei clienti finali o a parametri relativi al punto di connessione dei medesimi clienti finali”. I corrispettivi e gli oneri, quindi, verrebbero applicati su tutta l’energia auto-prodotta e consumata, senza tener conto di quanto l’impianto ha effettivamente scambiato con la rete.

 
Questa interpretazione è avallata anche da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile ed ex ministro dell’ambiente. In un’intervista al quotidiano on-line Greenreport, Ronchi spiega: “Prima chi aveva un impianto di microgenerazione o di piccola taglia pagava la differenza tra l’energia che consumava e quella che produceva e fatturava il delta alla rete, in cui erano compresi i costi di trasmissione e distribuzione. Se per esempio fatturava 10 KWh su questi pagava il 30% di oneri di trasmissione e fatturazione. Adesso con l’art.33 del ddl sviluppo, a prescindere dalle quantità consumate e prodotte, gli oneri del 30% si pagano su tutto. Salvo chi utilizza reti ad alta tensione, ovvero i grandi produttori che rimangono assoggettati al vecchio sistema».
 
Anche quest’ultima precisazione di Ronchi è particolarmente importante. Sempre all’interno dell’articolo 33, si affronta la questione delle Reti Interne di Utenza (RIU), che riguardano gli impianti di generazione elettrica al servizio di utenze industriali ad alta tensione. Ebbene, le RIU non sono colpite dai nuovi corrispettivi previsti per i piccoli impianti, dal momento che il comma 6 stabilisce che soltanto per le RIU “i corrispettivi tariffari di cui al comma 5 si applicano esclusivamente all’energia elettrica prelevata nei punti di connessione”. E dunque non anche all’energia prodotta e autoconsumata.
Insomma, ci sono elementi sufficienti per giustificare l’allarme lanciato dalle associazioni nella lettera al Governo, nella quale si legge tra l’altro che tali provvedimenti “aggravano i costi energetici delle piccole, medie e grandi aziende impegnate a ridurre i costi di produzione e a competere al meglio su scala internazionale”. La nuova norma appare ancor più insensata, se si pensa che  il comma 20 dell’articolo 27 del medesimo Ddl sviluppo, prevede semplificazioni autorizzative per la microcogenerazione (impianti fino a 50 kWe) e la cogenerazione di piccola taglia (impianti fino a 1 MWe). Il comma 20 infatti stabilisce che per l’installazione e l’esercizio di unità di microcogenerazione sarà sufficiente una semplice comunicazione da presentare all’autorità competente ai sensi del Testi Unico dell’edilizia. Per l’installazione e l’esercizio di unità di piccola cogenerazione, occorrerà una semplice DIA (Denuncia di Inizio Attività).

Quindi, mentre da un lato sembra che si vogliano favorire le rinnovabili e l’efficienza energetica, dall’altro si introducono nuovi oneri ingiustificati che rallenteranno ulteriormente il nostro percorso di avvicinamento agli obiettivo di Kyoto e a quelli europei al 2020.

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