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Archivio per la categoria ‘Biomasse’

Borsa Italiana incontra clean economy

Pubblicato da greenenergysolution su 06/11/2010

La clean economy incontra la finanza. Mercoledì 10 novembre alle ore 10 presso l’auditorium GSE, il Gestore dei Servizi Energetici promuove il seminario coordinato da Orazio Carabini, Sole 24 ore, “Borsa italiana incontra l’industria delle rinnovabili”, momento di confrontro tra il mondo della finanza e gli operatori della filiera italiana della clean economy. Interverranno, oltre ai vertici del GSE, l’Amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffele Jerusalmi, Massimo Beccarello, direttore Public utilities di Confindustria, Ernst Gostner, Vice Presidente del gruppo Fri-el Green Power e il sottosegreterio allo Sviluppo Economico Stefano Saglia. Il convegno sarà un momento di riflessione e di condivisione sulle prospettive future per lo sviluppo e il consolidamento dell’industria italiana delle rinnovabili sui mercati non solo nazionali, ma soprattutto esteri. Corrente, network promossi dal GSE sotto l’egida del Ministero dello Sviluppo Economico, rappresenta così lo strumento di aggregazione tra i diversi protagonisti della community energetica e della finanza italiana. Al momento hanno già aderito a Corrente circa 500 aziende che rappresentano il made in Italy verde.

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Il Ministero dell’Ambiente francese ha pubblicato le nuove tariffe incentivanti per l’energia solare

Pubblicato da greenenergysolution su 15/06/2010

Il Ministero dell’Ecologia, dell’Energia e dello Sviluppo Sostenibile francese ha fissato le nuove tariffe incentivanti per l’elettricità prodotta da biomasse, da energia solare e da geotermia.

Per la produzione di elettricitá da fonti ad energia solare, la tariffa di 58 centesimi di euro per kilowattora, la più elevata al mondo, sarà mantenuta per le installazioni con “integrazione ad edifici abitativi, sanitari o scolastici” per i quali i costi di realizzazione sono piú alti.

Per edifici industriali, commerciali e agricoli la tariffa è di 50 centesimi di euro per kilowattora. Queste tariffe d’”integrazione agli edifici” sono riservate agli edifici esistenti.

Per le installazioni con “integrazione semplificata ad edifici” la tariffa è fissata a 42 centesimi di euro per kilowattora.

Le installazioni a terra beneficeranno di una tariffa di 31,4 centesimi di euro per kilowattora.

Per le installazioni a terra di potenza superiore a 250 kilowatt la tariffa sarà di 31,4 centesimi di euro per la regioni metropolitane piú soleggiate e di 37,7 centesimi di euro per le regioni meno soleggiate.

Queste nuove tariffe saranno mantenute fino al 2012.

http://www.developpement-durable.gouv.fr/IMG/pdf/13.01.2010_Tarifs_d_achat_electricite_pdte_a_partir_de_Biomasse-Solaire-Geothermie_cle7b78a1.pdf

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Le rinnovabili in rete

Pubblicato da greenenergysolution su 28/04/2010

La diffusione delle fonti rinnovabili e la connessione con le reti elettriche nazionali. Attuare tutti gli interventi pianificati sulla rete di trasmissione nazionale consentirà una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 5 milioni di tonnellate annue. Una sintesi dell’articolo di Stefano Conti, Direttore Affari istituzionali di Terna, pubblicato sul numero 1/2010 della rivista QualEnergia.

Nel corso degli ultimi anni si è registrato in Italia un forte incremento della capacità di generazione da fonti rinnovabili, in particolare nel settore dell’eolico dove, dopo un trend di circa 100 MW/anno di nuove realizzazioni nel periodo 2000-2003, si è assistito – e si sta assistendo – a una rapida espansione degli impianti di medie-grandi dimensioni che vengono connessi alla rete di alta e di altissima tensione (220-380 kV).

In particolare, Terna, società concessionaria in Italia dei pubblici servizi di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, è costantemente impegnata al fine di favorire la crescita dell’utilizzo di tali fonti alternative di energia, assicurando una gestione della rete elettrica neutrale e indipendente e sostenendo l’incremento di concorrenzialità tra i diversi produttori tramite la garanzia di libertà di accesso alla Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica (RTN).

Volendo infatti parlare di numeri, al 31.10.2009 risultano presentate a Terna domande di connessione alla RTN per circa 90.000 MW di impianti eolici e solari, previsti prevalentemente in quelle zone del Paese che si sono mostrate – e si mostrano – intrinsecamente più idonee allo sfruttamento di tali fonti rinnovabili, in quanto caratterizzate dai più alti valori di velocità media annua del vento e di irradiazione solare annuale media (Regioni del Sud Italia, Isole comprese).

Stime basate sui numeri esposti consentono di prevedere che, probabilmente, per le sole centrali eoliche si passerà dagli attuali circa 4.700 MW installati a circa 9.600 MW entro il 2013, con un incremento medio sul periodo di oltre il 100%.

A fronte di tali analisi, bisogna però considerare che non pochi problemi nascono dal fatto che le citate zone del Sud Italia sono anche storicamente caratterizzate da uno scarso sviluppo della rete elettrica ad alta e altissima tensione, fattore che determina il continuo verificarsi di congestioni e considerevoli perdite di energia in rete, con conseguenti “strozzature” nel transito dell’energia.

Al fine di evitare probabili frequenti limitazioni all’evacuazione in rete dell’energia prodotta dalle nuove centrali alimentate da fonti rinnovabili, è quanto mai necessario che le Regioni (specialmente del Sud Italia), tramite la puntuale applicazione delle prescrizioni dell’art. 12 del decreto legislativo 387/03 (procedura di “autorizzazione unica” dei nuovi impianti di produzione e di tutti gli impianti di rete necessari a connetterli alla rete elettrica), favoriscano una più rapida autorizzazione degli impianti con le relative opere necessarie per l’immissione in rete di tutta la produzione degli impianti a fonte rinnovabile. E ciò è possibile se le Regioni autorizzano, come previsto dalla legge 387, tutte le opere inserite nella soluzione di connessione alla rete elettrica fornita da Terna al produttori.

Per far fronte agli obiettivi e favorire, in tal modo, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, Terna ha identificato i principali interventi di sviluppo della RTN con una serie di opere in parte con cantieri già aperti e in parte in autorizzazione al Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Beni Culturali.
La completa realizzazione di tutti gli interventi pianificati consentirà di ottenere effetti positivi non solo in termini di concrete possibilità di un efficace ed efficiente sviluppo delle fonti rinnovabili, ma anche in termini di sicurezza del servizio, di costi dell’energia elettrica e, non da ultimi, di riduzione dell’impatto ambientale del sistema elettrico, potendosi prevedere una conseguente riduzione delle emissioni di CO2 fino a 5 milioni di tonnellate annue e una riduzione dell’occupazione del territorio, quest’ultima dovuta a demolizioni di vecchi elettrodotti che superano di molto, quanto a estensione kilometrica, le nuove costruzioni.

Stefano Conti, Direttore Affari istituzionali di Terna

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Sostegno alle biomasse: nuove regole

Pubblicato da greenenergysolution su 29/12/2009

Un decreto da’ attuazione ad alcune delle misure per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In particolare il provvedimento reca le disposizioni in materia di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da biomasse solide, oggetto di rifacimento parziale, mentre viene rinviata a un successivo decreto la determinazione degli elementi per la valutazione dell’energia elettrica incentivata. Oggetto delle misure di sostegno e la produzione di energia elettrica mediante impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2007, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento. In particolare viene regolata la materia relativa alla produzione di energia elettrica da biomassa, proprio poiche’ presenta proprie specificita’ rispetto alla produzione di elettricita’ da altre fonti rinnovabili, soprattutto in ragione dei sui costi di approvvigionamento e del fatto che la fonte include una varieta’ di prodotti estremamente diversificata. Il decreto quindi si preoccupa di salvaguardare prioritariamente la produzione di energia elettrica da biomassa solida, in particolare in impianti di potenza superiore a 1 MW, mediante misure economiche di sostegno a interventi di rifacimento ritenuti adeguatamente idonei, considerato che i costi di investimento, esercizio, manutenzione e approvvigionamento della biomassa dipendono dalla tipologia di biomassa, e risultano usualmente piu’ elevati se solida. Tiene inoltre conto che in ragione del costo di approvvigionamento della biomassa solida, per gli impianti esistenti che cessano dal diritto alle tariffe di cui al provvedimento Cip 6/92, ovvero dal diritto ai certificati verdi, non sussisterebbero in assenza di appropriati interventi di sostegno, le condizioni per il mantenimento in esercizio degli impianti.

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Fonti rinnovabili termiche: prospettive e sfide

Pubblicato da greenenergysolution su 03/12/2009

di Dario Di Santo (FIRE)

Come ormai risaputo l’Unione Europea si è posta obiettivi molto stringenti relativamente allo sviluppo di pratiche legate all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2. La prima voce al momento non è gravata da obblighi specifici, sebbene si stia pensando di introdurne a breve, anche perché risulta fondamentale per raggiungere quelli relativi alle altre due voci nel modo più efficiente ed efficace. In questo articolo si fanno alcune considerazioni sulle fonti rinnovabili, e in particolare su quelle termiche, in termini di prospettive e di problematiche da superare. A tal fine si riportano alcuni dati relativi alla Regione Lombardia, anche per rendere merito a chi si è attivato in termini propositivi prima della definizione dei criteri di burden sharing regionale.

Per l’Italia si tratta di raggiungere al 2020 il 17,0% di produzione da fonti rinnovabili rispetto ai consumi finali lordi, passando per un 7,6% al 2011-2012 e un 8,8% al 2015-2016 e partendo da un 5,2% al 2005 (direttiva 28/2009/CE). Quanto questo obiettivo sia ambizioso dipende dalle condizioni al contorno e in particolare dall’andamento della domanda finale di energia. La crisi finanziaria del 2008 se da un lato ha tolto risorse e serenità, dal punto di vista degli obiettivi del 20-20-20 ha dato una mano. La figura 1 mostra come nella regione in cui si concentra il 20% dei consumi nazionali (la Lombardia) il consumo in fonti primarie abbia iniziato a calare già dal 2006, mentre la figura 2 evidenzia gli effetti pratici di questo andamento. Sarebbe interessante valutare quanto abbiano contribuito a ciò gli inverni miti, le installazioni di impianti energetici efficienti, l’ammodernamento del parco veicoli e le vicissitudini del comparto industriale, ma la carenza di dati rende difficili tali valutazioni, soprattutto a livello nazionale. Comunque è evidente che l’efficienza energetica, oltre ad avere benefici diretti in termini energetici, ambientali ed economici, va perseguita anche per i vantaggi che comporta nel soddisfacimento degli obblighi sulle rinnovabili e sulle emissioni.

La riduzione dei consumi non è l’unico modo di rendere più facile e vantaggioso il raggiungimento degli obiettivi sulle fonti rinnovabili: la nuova direttiva ha avuto il merito di portare in evidenza le cosiddette rinnovabili termiche (solare termico, pompe di calore e usi termici di biomasse e geotermia). A parte le pompe di calore, che finora non erano state conteggiate in questo ambito, le altre soluzioni non costituiscono certo delle novità, ma l’assenza di un quadro di incentivazione forte le aveva mantenute in ombra rispetto alle cugine elettriche, ben più note e discusse.

L’utilizzo termico delle fonti rinnovabili presenta però dei vantaggi innegabili, che ne suggeriscono una maggiore considerazione:

- hanno un potenziale maggiore
- costano meno a parità di benefici forniti
- garantiscono un migliore sfruttamento della risorse disponibili.

Due esempi. Con un 1 kg di cippato di legna si possono ottenere circa 1 kWh elettrico o 4 kWh termici, con un rendimento che passa dal 10-20% del primo caso al 70-90% del secondo. Con un metro quadro di pannelli solari termici si riescono a produrre circa 600-800 kWh termici, mentre lo stesso metro quadro di fotovoltaico non supera i 100-200 kWh elettrici, con un rendimento che passa all’incirca dal 60% al 15%. Il tutto a costi minori.

Questo non vuol dire che non siano da promuovere gli usi elettrici delle fonti rinnovabili, che sono peraltro essenziali e inevitabili (anche in considerazione delle caratteristiche della domanda e della comodità d’uso del vettore elettrico), ma che attraverso un uso accorto degli usi termici si possono raggiungere gli obiettivi a costi inferiori e, soprattutto, si promuoverebbero tecnologie nelle quali l’industria italiana ha una produzione importante, al contrario di quanto riguarda le fonti rinnovabili elettriche e il nucleare.

Per trasformare in opportunità gli obblighi del pacchetto clima dell’Unione occorre porre attenzione ai seguenti punti, tenendo presente che le biomasse rappresentano lo zoccolo duro delle fonti rinnovabili termiche (il rapporto con le altre soluzioni è di circa 4 a 1):

- è necessario istituire un’agenzia dedicata agli usi termici delle fonti rinnovabili per monitorare il mercato, promuovere le buone pratiche, gestire al meglio gli incentivi collegati e supportare le istituzioni nelle scelte di politica energetica;
- è essenziale sostituire gli usi inefficienti delle fonti (e.g. caminetti per le biomasse) con le tecnologie più efficienti oggi disponibili, per migliorare l’utilizzo di risorse che comunque sono limitate, per fare uscire dal nero quantità considerevoli di legna (circa 4,4 Mtep secondo un’indagine ENEA del 2000) e per migliorare gli aspetti ambientali;
- occorre promuovere la diffusione di combustibili tipizzati e con caratteristiche omogenee (e.g. pellet di qualità) per il mercato dei piccoli impianti, sia per migliorare l’efficienza di combustione, sia per ridurre i problemi legati alle diossine e ai metalli (che con i caminetti costituiscono un problema);
- i 9 Mtep di biomasse, come evidenziato dal Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di recente, nel residenziale si possono confrontare con i circa 20 Mtep di consumi di gas; ciò significa che anche una destinazione del 50% alle utenze domestiche dovrebbe comportare il coinvolgimento dei distributori di gas e gasolio, pena un probabile ostruzionismo; tale coinvolgimento si accompagnerebbe bene con l’esigenza per tale settore di passare da un’offerta artigianale ad una industriale di servizi per la fornitura di calore da biomasse (installazione e manutenzione caldaie, distribuzione del pellet, raccolta ceneri, etc);
- bisogna sviluppare le filiere nazionali, dal recupero boschivo alle colture dedicate, come la short rotation forestry, dalle potature ai residui agricoli.
Quello che più conta, in un mercato che ha evidenziato una forte crescita negli ultimi anni, è stabilire un quadro di regole chiare e stabili, basate su obiettivi credibili. Ciò aiuterà a raggiungere i risultati attesi molto più degli incentivi cospicui finora profusi dal legislatore in varie occasioni, ma poco efficaci perché utilizzati più per compensare le barriere burocratiche e di sistema che per coprire gli extracosti delle tecnologie.

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Energie rinnovabili: corsi on line. Boom di iscrizioni

Pubblicato da greenenergysolution su 03/12/2009

La prima settimana di avvio dei corsi Green Energy Solution che si tengono tramite conference call, ha registrato un boom di iscrizioni.

Importanti tematiche energetiche sono gli argomenti che vengono vagliati dalla commisione docenti interna: normativa, regole tecniche-impiantistiche, suggerimenti burocratici, approfondimenti fiscali, analisi di casi concreti, sviluppo di problematiche di cantiere.

Hai un tema che vuoi sviscerare?
Contattaci, lo affronteremo nell’arco di pochi giorni.

La Redazione

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L’Enea pubblica il Dossier Usi termici delle fonti rinnovabili

Pubblicato da greenenergysolution su 25/11/2009

Il dossier evidenzia l’opportunità di rivalutare il ruolo delle tecnologie per gli usi termici delle fonti rinnovabili sia per il contributo che possono offrire al raggiungimento degli obiettivi previsti per l’Italia al 2020 (pacchetto energia e clima) sia per il rilancio nel nostro Paese di una capacità produttiva di componenti e sistemi in questi settori. Nonostante nella maggior parte dei casi il costo di produzione di un kWh termico da fonte rinnovabile risulti in Italia inferiore a quello necessario per produrre un kWh elettrico, il nostro Paese è, infatti, molto in ritardo proprio negli usi termici delle fonti rinnovabili, mentre sta rapidamente crescendo (anche se a caro costo) la quota di generazione elettrica.

All’interno del dossier si sottolinea tra l’altro l’opportunità di rivedere complessivamente, anche in vista della definizione del Piano d’azione nazionale per le fonti rinnovabili, un sistema di incentivazione che non sembra rispondere compiutamente a questa esigenza.

Vengono in seguito delineati gli scenari di medio e lungo periodo che mostrano il ruolo delle rinnovabili termiche all’interno di un percorso di evoluzione del sistema energetico italiano coerente con gli obiettivi delle politiche energetiche e ambientali e approfondita, in particolare, la problematica relativa all’uso energetico della biomassa.

Stato dell’arte e prospettive delle principali tecnologie sono evidenziate nelle schede tecniche relative all’uso delle biomasse, alla geotermia a bassa entalpia e al solare termico; in relazione a quest’ultima tecnologia è riportato in appendice il “Barometro di EurObserv’ER” nella versione italiana curata dall’Ufficio Studi dell’ENEA in accordo con il consorzio Observ’ER (Observatoire des énergies renouvelables).
Scarica il Dossier

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Agro-energie: a Colleferro il nuovo impianto a biomasse

Pubblicato da greenenergysolution su 05/11/2009

Inaugurazione il 5 Novembre 2009

A seguito di una stretta campagna di sensibilizzazione per incentivare l’aumento degli investimenti nelle agro-energie, nasce il sodalizio tra Agroenergie Italia ed Energia Verde Lazio

(Rinnovabili.it) – Considerato dal Presidente di Agroenergie Italia, Filippo Pecora, come un “evento di estrema importanza” ed “un esempio intelligente di utilizzo delle risorse pubbliche”, l’impianto a biomasse di Colleferro avrà domani la sua inaugurazione ufficiale. Per Pecora non ci sono dubbi che la mesa in opera rappresenti “la realizzazione pratica e fattiva di un lungo processo di sensibilizzazione in materia di filiera agro-energetica”. I partecipanti ufficiali della nuova struttura, la cui implementazione sarà eseguita da BIC Lazio (Business Innovation Center), sono per l’appunto Agroenergie Italia che si impegnerà in una campagna di comunicazione protesa all’aumento degli investimenti nel settore delle agro-energie, e l’Organizzazione di Prodotto (OP) Energia Verde Lazio che grazie alla stipula di una convenzione giuridica sarà “la fornitrice ufficiale – ha aggiunto Pecora – della biomassa necessaria al funzionamento dell’impianto”, garantendone circa 1000 tonnellate all’anno.
Le risorse pubbliche finalizzate a promuovere ricerca e innovazione, allo sviluppo delle colture ed al recupero dei sottoprodotti, ovvero alcune delle attività che Agroenergie Italia assieme al gruppo degli agricoltori laziali della OP Energia Verde Lazio si prefigge di raggiungere con impegno e professionalità, “se ben destinate – come ha aggiunto il Presidente Pecora – attivano in tempo reale l’imprenditoria agricola più reattiva”.
Pecora inoltre, giungendo alla conclusione del suo discorso, ha decretato l’iniziativa dell’impianto di Colleferro come il “frutto della saldatura tra interessi agricoli e processi industriali. Fa bene BIC Lazio nell’ambito del suo incubatore di imprese – ha detto – a realizzare l’impianto che fa toccare con mano alle aziende agricole la possibilità di produrre reddito con l’utilizzo dei sottoprodotti”.

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In Sicilia istanze per oltre 13mila MW. L’84% solo per fv

Pubblicato da greenenergysolution su 29/10/2009

Sono complessivamente 1198 le istanze in attesa di autorizzazione presso il dipartimento Industria della Regione Siciliana: 146 per l’eolico, 31 per le biomasse, 6 per il solare termodinamico, 1004 per il fotovoltaico, 4 per installazioni ibride. Potenza complessiva: 13.037,63 MW.

Rispetto al numero complessivo di domande, gli impianti fv rappresentano l’84,30 per cento del totale, l’eolico appena il 12,26 per cento, ma ben il 60,18 per cento (circa 7800 MW) per potenza complessiva. I 1004 impianti fotovoltaici ammontano invece a circa 4.300 MW.
Dal 2005 in Sicilia sono stati autorizzati 1305,775 MW per un totale di 139 impianti, di cui 88 impianti fv, 26 eolici, 15 a biomasse, 6 cavidotti, 2 a cogenerazione, 1 solare termodinamico, 1 a biogas.
I 26 impianti eolici (4 in provincia di Agrigento, 2 nel Nisseno e 2 nel Catanese, 3 a Enna e 3 a Messina, 6 nel Palermitano, 1 a Ragusa e 5 nel Trapanese) sviluppano complessivamente una potenza di 1031,25 MW, mentre gli 88 impianti fv producono 115,328 MW.

 Da giugno sono 8 le autorizzazioni relative alla realizzazione di impianti fv, 3 per le biomasse e una per un impianto eolico.
Ad annunciarlo il nuovo assessore siciliano all’Industria, Marco Venturi, in occasione della presentazione di un progetto per un parco fv 5 MW che sorgerà in località Scardino (territorio di Monreale). La centrale, che richiederà un investimento di circa 25 milioni di euro, sarà realizzata Heliospower (gruppo Airon).
”Si tratta di un impianto di ultima generazione che integra le attività agricole con la produzione di energia elettrica.

Il progetto – spiega l’assessore – prevede anche l’inserimento di 3mila piante e la realizzazione di un bacino idrico artificiale che servirà sia per la raccolta dell’acqua sia da rifugio per la fauna. Non sono previste installazioni permanenti di cemento armato e a regime darà occupazione ad una decina di persone”.

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Biomasse e rifiuti: dati 2008

Pubblicato da greenenergysolution su 11/09/2009

A fine 2008, in Italia, risultano in esercizio 352 impianti alimentati da biomasse e rifiuti per un totale di 1.555 MW di potenza installata e una produzione di 5.966 GWh.
I dati sono contenuti nella prima edizione di “Le biomasse e i rifiuti”, pubblicata dal Gestore dei Servizi Elettrici.

Il documento, attraverso sintetiche elaborazioni, fornisce un quadro di riferimento delle principali caratteristiche degli impianti alimentati da biomasse e rifiuti, in esercizio in Italia a fine 2008, e della loro diffusione sul territorio nazionale.

“Le biomasse e i rifiuti. dati statistici al 31 dicembre 2008″

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